notiziari_48pxIn questa categoria sono visualizzati i notiziari relativi ai temi della sicurezza ICT pubblicati dal CERT-SPC quale ulteriore mezzo per informare la Constituency del Sistema Pubblico di Connettività, cittadini ed operatori interessati su alcuni temi di interesse per la sicurezza dei sistemi informatici delle Amministrazioni connesse a SPC. L'iniziativa mira, pertanto, a contribuire alla sensibilizzazione sulle tematiche di sicurezza informatica per consolidare e maturare una cultura della sicurezza delle applicazioni e dei sistemi informatici nella P.A.

Minacce in Rete: pubblicato il report di Websense e IBM-ISS
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Venerdì 18 Settembre 2009 15:46
E’ stato pubblicato questa settimana dai Laboratori Websense il report relativo al primo trimestre 2009, sullo stato della sicurezza della Rete: il rapporto disegna il quadro delle minacce presenti in rete così come rilevate dagli strumenti tecnologici di osservazione di tali  fenomeni impiegati dai Websense Labs. Tra gli spunti di riflessione originati dall’analisid del documento si segnala, ancora una volta, come la diffusione di siti che implementano tecnologie ispirate al Web 2.0 sia alla base della prevalenza dei tentativi e degli attacchi registrati in Rete. La dinamicità dei contenuti, la facilità per gli utenti di creare e postare contenuti, il senso di fiducia avvertito dagli utenti di tali siti (in particolare per i servizi di social network) ed il grado di stabilità delle applicazioni a supporto di questi siti, sono gli elementi alla base della maggiore esposizione al rischio e del successo degli attacchi mirati.

Lo spam, inoltre, rappresentando oltre l’87% dell’intero traffico osservato, costituisce uno degli strumenti maggiormente utilizzati per l’attuazione di condotte fraudolente e per il furto di informazioni. La tipologia di spam definita come HTML SPAM costituisce lo strumento più utilizzato per gli schemi di phishing.
Il report è disponibile nella sezione Download di questo sito.

A completare la fotografia dei principali pericoli registrati in Internet dall’inizio del 2009, segnaliamo anche il report trimestrale dei laboratori X-FORCE di IBM-ISS. In questo studio si evidenzia, tra l'altro, come la tipologia di malware più diffusa per l’effettuazione di attacchi sia rappresentata dai Trojan (quasi il 60% di tutti i malcode identificati), di cui si riportano le varie sotto categorie, seguita dalle Backdoor (20%), Adware (ca 8%) e worm (5,2%). 

  • Clicker:genera traffico web finalizzato ad ottenere revenue o altre finalità malevole attraverso siti che offrono contenuti illegali, spesso in violazione del diritto d'autore;
  • Downloader: "scarica" componenti di malware da server remoti dislocati in Rete che, anche inconsapevolmente dai legittimi amministratori, ospitano tali contenuti che, una volta scaricati, vengono installati sul computer infetto.
  • Dropper: avvia ed installa componenti di malware integrati in altri malware sul sistema infetto
  • Exploit: codice malevolo in grado di sfruttare una vulnerabilità informatica che interessa un software e può essere contenuta all'interno di file di tipo documento che vengono aperti o eseguiti con l'applicazione interessata dal bug.
  • Fraud Tool: Malware finalizzato ad indurre l'utente a installare o a servirsi di servizi on-line fraudolenti. Un esempio tipico sono i falsi messaggi che questo malware è in grado di mostrare sul PC dell'utente che raccomandano aggiornamenti di plug-in del browser, applicazioni run time, o promettono di rimuovere infezioni di malware con servizi on-line o appositi removal tool falsi.
  • Generic: Categoria residuale dove sono ricompresi i trojan non altrove classificabili
  • Infostealer: Sono "troiani" che implementano keystroke logger, per catturare le combinazioni di tasti digitati sulla tastiera ed inviarli a server remoti, e spesso includono anche dei password stealers in grado di riconoscere e carpire una password mentre viene digitata dall'utente sul PC infetto.
  • Injector: un trojan in grado di iniettare un componente di un malware all’interno di altri processi sia applicativi che di sistema. Lo scopo di questa recente tecnica è quella di mascherare il malware al fine di eludere l'azione dei software antivirus, oppure di aggirare le protezioni di firewall iniettando il malware all'interno di processi applicativi riconosciuti sicuri, come browser o altri processi di sistema.
  • Proxy: sono trojan che consentono ad un attaccante remoto di stabilire connessioni attraverso il sistema infetto per mascherare la reale provenienza;
  • Rootkit: Sono componenti utilizzati da altri malware per rendersi invisibili o mascherarsi all'utente o ai software antivirus.

Il report (disponibile solo per la constituency) presenta anche un elenco di categorie logiche riconducibili alle differenti funzionalità che un Trojan Horse può avere.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Settembre 2009 17:19